Pamar Porcelain

Evento ” Fuori Salone ” a Palazzo Crivelli, Milano.

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E’ Palazzo Crivelli, anche per il fuorisalone 2010 di Milano, ad accogliere nei suoi suggestivi spazi la nuova collezione di maniglie per mobili Pamar Porcelain, dove protagonista assoluto è un unico materiale: la porcellana. Antica, autentica, legata alla terra, povera e insieme nobile, innocua per l’ambiente. Materica e sensuale al tatto, la porcellana si plasma, prende corpo dalla mano dei designers che la interpretano. E’ il coraggio di innovare. Pamar ha fatto di ricerca e sperimentazione un tratto saliente della sua storia, mettendo il grande dinamismo progettuale al centro dell’azienda, oggi ulteriormente rafforzato dalla direzione artistica di Gordon Guillaimier e dalle collaborazioni con designers di tutto il mondo. Recuperare la più pura tradizione della lavorazione della porcellana, per darne una chiave di lettura contemporanea; sfidare le difficoltà progettuali e spingere la materia sempre più avanti, dando vita a forme inedite in cui funzione ed estetica si fondono in armonico equilibrio. Otto designers di calibro internazionale sono chiamati da Pamar per pensare questa collezione: Pierre Charpin, Bjorn Dahlstron, Rodolfo Dordoni, Nathalie Du Pasquier, Gordon Guillaumier, James Irvine, Jasper Morrison e George J. Sowden, ognuno adottando il proprio linguaggio formale, disegnano oltre centoquaranta pezzi, raccolti in sedici famiglie di prodotto, ciascuna unica per carattere.

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Forme pure, eteree, senza tempo, si alternano ad altre più elaborate, artisticamente decorate con patterns e grafismi. Dalla superficie lucida o craquelée le maniglie diventano segni poetici e distintivi sul mobile, senza tralasciare di assolvere la funzione per cui sono create. Un progetto complesso dove le forme più semplici si sono rivelate le più difficili da realizzare, dove le tante varietà di lavorazione hanno moltiplicato le difficoltà di riproduzione seriale: dalle tecniche per controllare le deformazioni e il ritiro della materia, dovute alle elevate temperature di cottura, soprattutto per mantenere inalterate le forme dei ponti e delle barre, alle prove di resistenza di ogni singola pezzo, sfidando le leggi della statica e delle fisica. Dalla lavorazione per ottenere il craquelée, ai doppi processi di stampaggio del colore per creare giochi di spessore, alla realizzazione di bordature per spezzare il minimalismo del bianco lucido della porcellana. Una dimostrazione concreta di come Pamar non produce solamente, ma applica una visione senza confini.

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