Pamar Wall

Evento ” Fuori Salone ” Via Fiori Chiari, Brera, Milano.

evento-Wall_01

Ci sono pochi complementi di arredo che siano più complessi delle mensole: detestate dagli architetti, quelli ‘maledetti’ di Tom Wolfe non sopportavano i cuscini sui divani, magari profeti di una dimensione spaziale metafisica, per i quali la casa è luogo da lasciare intonso e puro, cristallizzato a quell’istante in cui siamo entrati per la prima volta, con le pareti ancora fresche di vernice, l’inox dei lavelli specchiante, e il rovere a pavimento non ancora calpestato. Nell’esattezza del progetto, non sarà facile trovare posto per l’armadio della nonna, figuriamoci attaccare le mensole su cui riporre le fotografie dei nostri cari, un vaso e qualche libro appena finito di leggere. Le mensole arrivano sempre dopo l’inaugurazione della casa, magari di domenica, dopo un pomeriggio trascorso in qualche centro commerciale, nel reparto bricolage: e i reggimensola sono in lamiera ottonata piegata, magari rivestiti di un guscio in plastica, con i fori passanti per i tasselli e il piano in legno laminato bianco. Dopo il montaggio, spesso pendono sul davanti, facendo scivolare qualsiasi cosa andremo a riporre: monito che l’architetto forse aveva ragione, e se proprio mensola deve essere, almeno che sia disegnata su misura, con il sistema di fissaggio nascosto, e poi monolitica, lineare, sospesa, insomma, progettata. E Pamar ha anticipato proprio la fase del progetto, coinvolgendo da subito designer e architetti per una rilettura dell’oggetto mensola: realizzando Wall, una collezione che possa interagire anche con la “dimensione spaziale metafisica” di cui sopra, proprio a cominciare dalla superficie del muro. La Twig di Gordon Guillaumier sembra un trattato di statica applicata, una sequenza di triangoli isostatici, organici e cromati, stacca dal muro inalberandosi fino a sorreggere la trasparenza di una mensola in vetro fumè: la leggerezza e l’esattezza del disegno diventano assioma. Elli invece approccia il tema per sottrazione, riducendo ai minimi termini la dimensione del reggi mensola: la Sling è un semplice traverso in cromo lucido, quasi due dita che sporgono dal muro, su cui si appoggia in maniera abbondante il ripiano in cristallo extrachiaro. Più razionalista l’approccio di Zanuso Jr, che con Block immagina due traversi alti e monolitici in inox e un montante, la mensola appunto, in legno di rovere grigio: a ridisegnare così l’archetipo originale. Invece la Sharp di Bavuso squarcia il muro, due fendenti cromati disegnati dalla luce che rimbalza su ognuno degli spigoli vivi: mentre il piano bianco laccato e candido ne sopisce ogni aggressività. Così, ciascuno dei progetti raccolti nella collezione Wall rappresenta un’istantanea sulle possibilità di istallare qualcosa su un muro, senza che nulla possa sembrare semplicemente appeso: e nessun maledetto architetto avrà più da ridire sulle vostre mensole, se non mossi per pura invidia progettuale.

Massimiliano Di Bartolomeo

evento-Wall_02

evento-Wall_03