Pamar Gem

Quando la maniglia diventa gioiello, le collezioni disegnate da Alba Lisca Polenghi e Giorgio Vigna.

Pamar Gem, una inedita, nuova e colta interpretazione di maniglie e pomoli, preziosi e ricercati come gioielli, scaturita dal pensiero e dalla mano di due autentici maestri, interpreti dell’arte orafa contemporanea. L’abilità produttiva di Pamar viene anche questa volta messa alla prova nel rendere seriale una collezione che esprime chiari e marcati elementi di artigianalità. I metalli sono forgiati come i più preziosi: la zama viene plasmata, sbalzata, fatta irregolare e rugosa in superficie. Si applicano smalti come sui gioielli, in colori ricercati di insolita brillantezza. Si adottano nuove finiture che aggiungono valore e originalità alla collezione, dall’argento bianco al peltro sfumato. Per Pamar, il design è il cardine della sua identità d’impresa e da oltre vent’anni anima e determina il suo percorso, la sua indagine, la sua voglia di sperimentare strade alternative per offrire nuove possibilità espressive ad un piccolo oggetto come la maniglia per mobili. Pamar Gem viene presentata nel 2011 a Milano negli spazi di Palazzo Crivelli, in Brera, usuale e suggestivo luogo di rappresentazione delle principali collezioni Pamar.

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La collezione di Alba Polenghi Lisca

Alba Polenghi Lisca esalta il linguaggio della forma componendo e contrapponendo elementi finiti e indipendenti, giocando anche con l’effetto bicolore. “Ho reso fluida la geometria delle mie forme e le ho animate fino a renderle tridimensionali, unendo alla forma estetica decorativa le esigenze ergonomiche legate alla funzione del progetto”.

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La collezione di Giorgio Vigna

Il segno di Giorgio Vigna è organico, vitale, ricco di citazioni alle ceramiche decorative degli anni ’40 e’50. ”Acqua, terra, fuoco, vento, ombre, luce, trasparenze, sono elementi cardine di queste collezioni, in cui il naturale e l’artificiale s’incontrano creando forme primarie, elementari. Forti e naturali, universali e senza tempo, forme sempre ricche di valenze evocative”.

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