Produzione ecosostenibile e sicurezza sul lavoro: la ricetta di Pamar

Impianti moderni e pratiche virtuose aiutano a rispettare le regole, le persone e l’ambiente.

Quanto costa la scelta ecologica nel mercato dominato dalla globalizzazione? Ci riferiamo sempre al prodotto, ma dietro al risultato finale quanta qualità c’è nei processi di produzione? Qualità intesa come rispetto delle varie componenti sociali, dell’attenzione all’ambiente e di quanto sia tutelata la salute degli operai.

In un contesto di business dove la produzione è ormai in larga parta lontana dall’Europa, c’è chi ha fatto scelte coraggiose e controcorrente, frutto di decisioni prese senza avere il profitto come primo e unico obiettivo. Quando Pamar decise di trasferirsi in un nuovo stabilimento, l’ha fatto con la volontà di avere un centro di produzione all’avanguardia dal punto di vista delle normative ambientali. Impresa tutt’altro che semplice se consideriamo la giungla di norme e leggi che esistono in Italia in materia d’impatto ambientale degli impianti di produzione e relative alla sicurezza sul lavoro.

Tutti siamo dalla parte del rispetto delle regole quando si parla di ecologia e sicurezza sul lavoro, ma molte aziende fanno scelte guidate solo dal taglio dei costi e dal maggior profitto. Critichiamo la Cina per la scarsa tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma negli ultimi dieci anni in tanti hanno usato la manodopera cinese a basso prezzo. Ora qualcosa si è mosso, il governo cinese sta cercando di migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche, ma il costo del lavoro è per questo aumentato e subito le aziende occidentali si sono spostate in altri paesi di quella zona del mondo. Sono quelli dove è possibile mantenere gli stessi margini di profitto a scapito di una cerca etica nel fare impresa, quella che rispetta l’ambiente e le persone” dice Marco Redaelli, presidente di Pamar.

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Nel suo rinnovamento, Pamar si è affidata da subito a dei professionisti del settore, consulenti esperti in grado di strutturare sì uno stabilimento a norma di legge, ma anche di impostare una serie di condotte interne virtuose capaci di mantenere la sostenibilità e il rispetto delle regole, salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente.

Pamar dispone ha da anni un depuratore all’avanguardia, dotato di una doppia linea per la gestione di eventuali stop e malfunzionamenti: se capita un guasto alla linea uno, si passa immediatamente alla seconda linea di appoggio senza interrompere la continuità. La parte fluida dell’acqua depurata, attraverso diversi e opportuni filtraggi, viene riutilizzata nei processi produttivi dell’azienda; la parte solida, viene ritirata da uno smaltitore che la ricicla per produrre mattoni. In pratica, in questo percorso virtuoso niente viene perso o buttato via.

Per il filtraggio dell’aria, Pamar è ugualmente attrezzata: degli imponenti filtri al carbonio ripuliscono l’aria che proviene, per esempio, dal reparto di verniciatura, prima di essere restituita al cielo attraverso gli appositi camini.

I controlli in azienda sono accurati e periodici. Oltre ai permessi annuali che dobbiamo rinnovare in Regione, in fabbrica riceviamo la visita degli ispettori una volta al mese. Mantenere questo tipo d’impianti è molto costoso, ma noi ci siamo dotati di questa tecnologia di depurazione quando ancora non erano strettamente previsti dalla legge” spiega sempre Marco Redaelli. “È una questione di etica, se vogliamo chiamarla così, di filosofia della produzione. Noi abbiamo scelto un certo tipo di condotta ambientale e di rispetto della salute prima che fosse imposta da una norma. Questa sensibilità su certe tematiche ci ha sicuramente aiutato quando ci siamo dovuti confrontare con clienti di altri paesi, come la Svezia, dove certi requisiti sono essenziali e richiesti anche solo per discutere una collaborazione, molto prima di arrivare a firmare un contratto”.