Scopri come IKEA s’innamorò delle maniglie colorate

Le maniglie Pamar sono oggi riconosciute come elementi di pregio per l’arredamento. Anni di ricerca e sviluppo nel campo del design e dei materiali hanno portato i nostri prodotti a essere considerati un’eccellenza del settore. La gamma di articoli che siamo però in grado di realizzare non si ferma alle maniglie di alta qualità e prezzo più elevato. Riguardo a questo, c’è un case history significativo nella nostra storia recente, un’esperienza professionale di cui ancora oggi andiamo fieri e che racconta della flessibilità della nostra azienda in ambito produttivo.

Quelle maniglie colorate dal gusto svedese.

Ad Angelo Redaelli, il fondatore di Pamar, quelle maniglie colorate, fluorescenti, non piacevano molto. Erano gli anni ’90, la tendenza cromatica era quella dei colori sgargianti. Era seguendo questo trend che avevamo pensato di produrre delle maniglie semplici ma molto accattivanti, con un certo impatto visivo. Era il prodotto giusto da presentare a una fiera ed è proprio lì che uno dei visitatori si innamorò, letteralmente, di quell’articolo.

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Si trattava di un uomo d’affari svedese, rappresentante di un’azienda che allora stava crescendo e che oggi è uno dei brand più famosi al mondo nel campo dell’arredamento, cioè IKEA. L’ordine iniziale fu di diecimila maniglie colorate, destinate agli armadi delle camerette per bambini. Quattro bancali che per la prima volta partivano dalla Brianza in direzione Scandinavia, l’inizio di un rapporto che è durato dieci anni. Con il senno di poi, anche in questo Pamar ha anticipato i tempi, realizzando un prodotto che ha attratto l’attenzione di un’azienda così attenta ai particolari e all’innovazione.

Qualcosa di più di un rapporto cliente fornitore.

La storia del rapporto con IKEA non si è fermata però ai semplici ordini. I delegati svedesi venivano spesso in Italia per visitare la sede di Pamar e prestavano molta attenzione alla condotta dell’azienda nei processi produttivi. Le ispezioni servivano, infatti, a verificare gli standard di qualità. Già all’epoca, Pamar poteva vantare una politica di rispetto dell’ambiente d’eccellenza, grazie per esempio all’uso di un depuratore modernissimo, e una gestione dei contratti di lavoro all’avanguardia nel panorama nazionale.

Quella con IKEA è stata un’occasione straordinaria soprattutto per aprire i nostri orizzonti. Non che prima fossimo un’azienda chiusa, ma i tempi stavano già cambiando in favore dello scambio e della conoscenza di altri paesi, di altre culture e di altri modi di lavorare. Lo stretto e il costante rapporto con i nostri clienti svedesi ci ha fatto toccare con mano una realtà molto diversa dalla nostra, nuova e molto dinamica, così tanto in evoluzione da diventare quello che conosciamo oggi, cioè un colosso di livello mondiale.

La competizione a livello europeo tra i diversi uffici acquisti nazionali di IKEA ha messo sempre in discussione la qualità del nostro lavoro, cosa che ci ha permesso di metterci continuamente alla prova e crescere.

La maniglia fluorescente.

Il rapporto con IKEA si è chiuso nel 2004 e ci ha lasciato molto, soprattutto la convinzione di poter essere molto competitivi anche nel pensare e realizzare maniglie in un segmento di mercato come quello dei mobili economici. In anni in cui la crisi economica internazionale si sentiva molto (2000-2002), il vero plus non è stato solo puntare sul valore del prodotto e sulla sua consueta qualità, ma anche e soprattutto lasciar spazio a creatività e funzionalità, creando il caso di successo della maniglia fluorescente.